
"Hysteria" non passerà alla storia del cinema, ma a mio avviso sarebbe ingiusto che vi rimanesse nel modo pruriginoso con cui è stato presentato, cioè come un film sull’invenzione del vibratore. Perchè è qualcosa di più. E’ un piccolo viaggio, ironico e garbato, nell’Inghilterra vittoriana. Non è un caso che proprio in quel periodo puritano e rigido sia potuto spuntare un congegno che dà quel piacere tanto bandito, perseguitato, represso alla luce del sole, quanto ricercato e anelato nel privato. Un’epoca non tanto distante da noi nella quale si pensava che i germi e i batteri non esistessero e quindi si entrava in un "ospedale" (senza pensare alle condizioni dei ricoveri per i poveri) dopo aver attraversato le strade di Londra percorse da carrozze quindi ricche di "regalini" lasciati dai cavalli, si riteneva inutile lavarsi le mani, si praticava un salasso piuttosto che cambiare bende da giorni poste su una ferita. In quel mondo non era neppure concepito che una donna potesse provare piacere nel fare sesso, nè che potesse sentirsi inappagata da una vita passata fra casa, figli, lavori usuranti, mariti violenti o incapaci di fare l’amore o farlo troppo spesso. Tantomeno si concepiva che potesse votare, esprimere opinioni proprie e assistere gli ultimi. Poveri, operai, prostitute, considerati "i cavalli da tiro della società" quindi da evitare, tenere nei ghetti dei quartieri operai e sfruttare fin da bambini (come Dickens splendidamente narra in molte sue opere). In quella società dunque una donna depressa, insoddisfatta, repressa veniva considerata "isterica" cioè affetta da una dilatazione abnorme dell’utero e neppure si concepiva che "curandola" si finisse in realtà per darle piacere. Piuttosto "parossismo". Nei casi più gravi, considerati irrisolvibili, veniva rinchiusa in manicomi criminali e sottoposta ad isterectomia, l’asportazione dell’utero. Chissà quante donne sane ma semplicemente infelici sono state rovinate, nel corpo, nella mente, nell’animo, senza potersi difendere. Come si dice nel film chi ha inventato il vibratore (e sembra che nella realtà ovviamente a tutto pensasse meno che a quell’uso) è uno dei pochi medici che può vantare di aver inventato una cura che non solo non fa male, ma dà piacere. L’ultima apparizione dell’isteria sul manuale diagnostico dei disturbi mentali risale al 1952. Solo 6 anni prima le donne ebbero la loro prima occasione di votare in Italia.