Hugo Cabret

 

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“Se ti sei mai chiesto da dove vengono i tuoi sogni… Be’, è qui che vengono creati”

Hugo Cabret è uno dei più splendidi omaggi che abbia mai visto alla Storia del Cinema, la Fabbrica dei Sogni.

Vederlo è tornare al tempo in cui “oooohhh” di meraviglia accoglievano le Storie che si svolgevano sullo schermo e non a caso le “chiavi” che mettono in moto tutto il meccanismo sono due bambini. E’ assaporare l’atmosfera dei primi spettatori che accoglievano con medesimi “ooohhhh” i treni che sembravano arrivargli addosso o il pistolero che per la prima volta guardava diretto verso di loro, puntava l’arma e faceva fuoco.

Sì perché vedere questo film è come entrare nella Pinacoteca di un Palazzo Pitti e lasciarsi avvolgere dai quadri dei Raffaello, dei Caravaggio giù giù fino ai macchiaioli.

Proprio come accade a Hugo e Isabelle quando aprono il baule segreto di Georges Méliès e vengono avvolti da un turbine di fogli e dai disegni e progetti che contengono.

Martin Scorsese ha utilizzato il 3D con lo spirito del grande francese dimostrando che l’effetto speciale non è il film, ma bensì è lo strumento per dar vita a un Sogno che si trova in tutti. Sogno che il regista, autentico Mago (e Méliès iniziò proprio come illusionista), ha il dono di trasformare in parola e immagine.

E quale Magia migliore del fatto che quest’anno in corsa per l’Oscar saranno “Hugo Cabret” e “The Artist”, due film che uniscono tecnologia e ritorno al cinema dei primordi?

Posso solo immaginare i sorrisi che Georges Méliès, Charlie Chaplin, Stan Laurel e Oliver Hardy, Buster Keaton, Harold Lloyd e tanti altri si stanno scambiando lassù.

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