L’anno della Donna Gatto

 

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“Io sono Catwoman. Ascolta il mio ruggito”
Strage di cani e gatti a Capodanno. Criminale chi per il proprio insensato divertimento ha sterminato i cuori e le voci più pure, privandoci della loro preziosa presenza e segnando l’inizio dell’anno con una strage. Non si può che augurargli che la Signora della Notte perseguiti il suo riposo e i suoi pensieri.
Questo triste evento infatti si colora di significati particolari nell’anno che vedrà il ritorno della Donna Gatto, di nuovo sulle scene nell’ultimo capitolo del Batman di Christopher Nolan e Christian Bale "Il ritorno del Cavaliere oscuro". A darle vita sarà Anne Hathaway, alle prese con un ruolo nel quale si sono già cimentate Michelle Pfeiffer, che ha dato vita alla versione finora migliore, e Halle Berry, che ha avuto meno successo. Come “Donna Gatto” però non posso non ricordare la stupenda Elizabeth Taylor – Maggie la Gatta di “Una gatta sul tetto che scotta”.
Una parte suggestiva perché il legame tra felini e Femminilità è antico e profondo. Basta pensare alla dea egizia Bast o Bastet, dal corpo di donna e dal viso di gatto, o al collegamento fra gatti e Streghe.
Al fondo c’è però il legame tra Luna e Donna, tra i cicli delle maree che l’Astro governa e i cicli femminili, tra la Dea dai mille nomi e i mille lati della Donna:

“Nel mondo esiste una divinità sola: Iside; e questa divinità si moltiplica in ogni forma e in ogni nome – come Venere, Giunone, Demetra, Artemide, Proserpina, Minerva, Ecate, Cibele. Qualunque divinità adoriamo o crediamo di adorare, non adoriamo che lei. In tutti gli eventi della vita-favorevoli o sinistri, celesti o infernali, tragici o comici, casuali o provvidenziali – incontriamo la regina dalla nerissima sopravveste splendescens atro nitore, che sedici secoli dopo diverrà la Regina della Notte nel Flauto Magico. Come dice l’insegna sulla sua statua di Sais: Io sono tutto ciò che è stato, che è e che sarà, e nessun mortale mai sollevò il mio peplo.” (La luce della Notte, Pietro Citati)

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