
Condivido le parole di Aung San Suu Kyi. Approvo tutto il brano. Spazi, punti e virgole compresi. Mi piacerebbe fossero scritte sui muri a partire da quelli delle scuole, delle Chiese e dei Palazzi del potere. Ancor più in un anno che nel nostro Paese termina con i tristi episodi di Torino e Firenze, drammatico lascito di anni in cui "le misure volte al risanamento dei malesseri sociali" sono state trascurate e svilite e si sono diffuse scriteriatamente e a piene mani "influenze intellettuali e sociali che portano all’estremo il divario tra "noi" e gli "altri". L’inversione di tendenza ha già dei nomi e degli slogan, come quello della campagna per la modifica delle leggi sulla cittadinanza: "L’Italia sono anch’io". Una delle Riforme fondamentali per i prossimi mesi. Perchè le manovre monetarie, come quelle militari, non sono la risposta ai problemi. Buon 2012 a tutti.
"Il terrorismo rimarrà un pericolo. La tragedia dell’isola norvegese di Utoya ha dimostrato con spaventosa chiarezza che un singolo individuo, se pazzo e determinato, può causare tanta distruzione quanta potrebbe causarne un’organizzazione estremista con accesso ad arsenali di armi letali. Anche le più grandi potenze ormai riconoscono che la soluzione militare, da sola, non può essere la risposta al problema del terrorismo. La mentalità terroristica è pregna di influenze intellettuali e sociali che portano all’estremo il divario tra "noi" e gli "altri". Tutto ciò distrugge l’indispensabile equilibrio di un comune senso di legame tra esseri umani.
Come può un tale equilibrio essere ristabilito? La risposta risiede in quelle misure che aiuteranno a instillare nelle persone il senso del loro valore. Coloro che hanno bisogno di terrorizzare gli altri per dare prova del proprio valore mancano di rispetto per se stessi. Una persona che non rispetta se stessa non è in grado di rispettare gli altri: non può comprendere cosa significhi compassione.
Nell’estate del 2011, quando i teenager britannici hanno dato libero sfogo alla violenza, l’effetto è stato paura, orrore e disorientamento. Cosa è andato storto? Il pensiero di una simile violenza latente in attesa di esplodere alla più piccola provocazione, è terrificante. Implica una reale frustrazione che, in una società pervasa dal benessere, denota una grave disfunzione, una mancanza di quell’equilibrio fondamentale che mantiene l’armonia tra i diversi gruppi d’interesse. Le misure volte al risanamento dei malesseri sociali richiedono ingenti finanziamenti. Per quei Paesi che tentano di riguadagnare il controllo dell’economia attraverso tagli alla spesa e limiti all’indebitamento, non sarà facile soddisfare i bisogni di comunità intrappolate nella disperazione.
… L’Asia continuerà a crescere a livello economico ma le questioni politiche, sociali e ambientali richiederanno una sempre maggiore e urgente attenzione. Ignorare questi temi sarebbe come mettere da parte un pericolo per il futuro."
Aung San Suu Kyi, da un articolo scritto per lo speciale sul 2012 di "The Economist", tradotto e pubblicato in Italia da "La Stampa" il 24 Dicembre 2011
augurissimiiiiiiiii (K)