Francesco Hayez, Cristina Trivulzio di Belgioioso
"Per queste donne affermare il diritto di amare non è solo una questione sentimentale: è una rivendicazione di soggettività, di autonomia e di autodeterminazione. Il fatto stesso di amare è un atto eversivo in una società in cui alla donna non è dato scegliere il compagno di vita ed esprimere le proprie inclinazioni. Le ragioni della rivolta hanno infatti un’eco speciale nella consapevolezza delle donne, che sono vittime di una doppia repressione, sociale e di genere. Rispetto agli uomini hanno un motivo in più per ribellarsi, perchè cominciano a non sopportare di essere relegate esclusivamente nella sfera privata della famiglia e degli affetti, e di essere obbligate a sottostare all’autorità maschile, del padre e del marito, senza mai poter affermare i propri desideri.
…Lo ha capito bene Cristina di Belgioioso, che nel suo libro Della presente condizione delle donne e del loro avvenire (1860) esalta il coraggio femminile:
"Un gran numero di donne sono capaci di atti straordinari di coraggio. Eppure non sono ancora molti anni ch’esse arrossivano del loro coraggio, lo nascondevano, lo negavano, e si rivestivano di tutte le apparenze della paura e della viltà…perchè ciò? Perchè erano state avvertite che agli uomini piaceva la donna debole, bisognosa del loro sostegno, e che nulla era loro più antipatico del coraggio e della forza femminile".
Isabella Fabbri e Patrizia Zani, "Anita e le altre. Amore e politica ai tempi del Risorgimento"
Dedicato a Anita Garibaldi, Bianca Milesi Mojon, Carolina Pepoli Tattini, Cristina Trivulzio di Belgioioso, Enrichetta di Lorenzo, Giorgina Craufurd Saffi, Giuditta Bellerio Sidoli, Jessie White Mario e a tutte le altre che liberando il loro coraggio e esprimendo il loro animo hanno liberato l’Italia e i suoi uomini, permettendo loro di godere appieno delle infinite possibilità dell’Universo femminile.