Anonymous (o il Potere della Parola)

 

William Shakespeare (Shake-speare: scuoti scena) o chi per lui, in questo caso il Conte di Oxford se si segue la tesi narrata nello splendido "Anonymous", è riuscito in un altro autentico miracolo. Trasformare Roland Emmerich, autore fra l’altro di 2012, The Day after tomorrow e di uno dei peggiori film della storia del cinema cioè Indipendence Day, in un regista. Certo non un Visconti o un Welles, ma un regista che non scredita la categoria.

"Le vostre parole sono prodigiose, voi siete lo Spirito del Tempo" dice infine un ammirato Ben Johnson al Conte di Oxford sul letto di morte. Johnson che a lungo è l’unico a sapere chi sia l’autore di quei testi che portati sulla scena trascinano la folla nella Rabbia o nell’Amore con la loro capacità unica di far innamorare o rovesciare troni attraverso il potere della parola. Johnson che resta l’unico a comprendere la prodigiosa forza di quelle parole e a lungo lotta con quel talento. Rifiuta di mettere il suo nome su quei testi, che Oxford per il suo rango non può firmare, perchè vuole costruirsi il suo, non applaude agli spettacoli, ma li segue tutti con attenzione, via via sempre più preso fra lo sbalordimento e la disperata lotta per non accettare di essere di fronte a un prodigio, quindi ahilui inferiore nel comporre, l’attività a cui ha donato la sua vita.  Il nome lo metterà Shakespeare, ma il custode delle parole del Conte di Oxford sarà Johnson. Perchè il Conte sa che, anche se ha tradito lui, non tradirà mai le sue parole. Così dice lo Spirito del Tempo sul suo letto di morte a Ben Johnson.

Nella disputa tra Johnson e Oxford ho rivisto l’impari scontro tra Salieri e Mozart messo in scena in "Amadeus" dove il primo si accanisce sempre più vanamente contro il prodigio e la sua crescita e più tenta di opporsi, di screditarlo, di superarlo, più finisce addirittura scherzato da cotanto fluire di spontaneo talento. "Anonymous" però, come tutti i film dedicati a Shakespeare e al suo tempo, non è solo questo. E’ talmente potente la materia che perfino per un Emmerich era difficile fallire, ma è riuscito ugualmente a impreziosire il film di ricostruzioni del tempo e passaggi notevoli. Come il primo incontro fra Johnson e Oxford nel suo giardino-labirinto o il confronto fra Cecil e il giovane Oxford che obietta che non è possibile escludere il componimento, la Poesia, la Bellezza dall’educazione di un uomo di Stato. Tutt’oggi è possibile vedere a Palazzo Pitti di quanta Bellezza si circondavano gli uomini di Stato del Rinascimento e non solo per glorificazione del loro potere. Come non pensare al recente e bellissimo libro di Tzvetan Todorov "La bellezza salverà il mondo" dedicato al culto che Wilde, Rilke e Cvetaeva dedicarono alla Bellezza in un’epoca in cui i valori apparentemente eterni dei massimi sistemi venivano messi in crisi? Come non pensare all’importanza della riscoperta della Bellezza in un’epoca di bieco apparire, di scempi paesaggistici come la nostra? E ancora il funerale di Elisabetta sul Tamigi ghiacciato o l’ultimo confronto fra Johnson e Oxford.

Soprattutto "Anonymous" è Potere e lotta per esso. Sono Sentimenti potenti che si scontrano e si scontrano con il Potere. Sono drammi, commedie, spietatezza, ironia che coinvolgono ognuno di quei grandi personaggi: da Elisabetta d’Inghilterra a William e Robert Cecil, a Kit Marlowe e William Shakespeare fino ai proprietari del Rose e del Globe e attori come Burbage che ebbero un ruolo fondamentale nella storia del teatro. Tutti messi in scena, tutti eternati nel tempo, come dice Ben Johnson alla puritana moglie di Oxford che per tutta la vita ha condannato la Poesia del marito come un’aberrazione, solo grazie a quelle Parole. Le Parole di un prodigio.

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