Samain

Samain, il momento in cui le porte si aprono e i mondi si toccano. I Celti dedicavano undici giorni alla festa, fino a quello che poi è diventato il giorno di S. Martino. I cristiani hanno posto in questa parte dell’anno due giorni in cui i viventi dedicano attenzione ai santi e ai morti. Santi e morti, come un tempo dei e trapassati: i limiti di spazio e tempo si annullano e da altre dimensioni si entra nel presente.
Samain conclude l’estate (Sam, da cui in inglese Summer e in tedesco Sommer) iniziata il primo di Maggio, con la festa di Beltane o Cetsamain. Dopo la raccolta e la semina, inizia l’Inverno. Il seme attenderà la primavera, il momento della rinascita, del rinnovamento. Nella notte tra il 31 di ottobre e il primo di novembre (il calendario celtico era lunare) si spegnevano i fuochi: il sole estivo tramontava e l’oscurità presto avrebbe prevalso sulla parte luminosa del giorno.
Il primo di novembre come inizio dell’anno, momento in cui luce e tenebre, estate e inverno, realtà umana e sovrumana si toccano. Samain è una Terra di Mezzo, una dimensione dalla quale è possibile accedere ad Altri Mondi, attraverso passaggi speciali situati in luoghi sacri dove un tempo ci si riuniva.

 

Samhain_Moon

Nella notte di Samain
un passaggio dischiude:
occhi antichi tra le fronde
si riaprono a guardare
voci spente si rinnovano
come argento sorprendente.

Ora i morti disciolgono
dai giacigli della terra:
mani chiare si additano
il passaggio da solcare
per saldare la ferita
tra i morti e i viventi.

(Fryda Rota)

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