
"Pare sia la prima volta che una psicoanalista viene messa a dirigere un asilo infantile. Ciò che vorrei dimostrare è che se si insegna la libertà ad un bambino fin dall'inizio, forse diventerà un uomo veramente libero…ci metterò tutta la mia passione".
Sabine Spielrein
Le interessanti pagine di Mymovies sul film:
http://www.mymovies.it/film/2011/adangerousmethod/
Una bella pagina su Sabine, una delle prime donne a divenire psicanalista, capace nella Russia dei primi del '900 di aprire il primo asilo ad indirizzo psicoanalitico (l'Asilo Bianco) che rappresenta il suo tentativo di sperimentare "un'altra educazione" per creare "altri bambini". In questa pagina si citano i fondamentali testi di Aldo Carotenuto cui va il merito di aver riscoperto la vicenda e i carteggi fra i tre protagonisti.
http://www.albumdiadele.it/cammino/sabina.htm
Gli splendidi e terribili versi di Emily Dickinson che dimostrano, ancora una volta, la preveggenza della magica sensibilità della poetessa. Qualche anno prima dei tre protagonisti la ragazza di Amherst è già cosciente dell'esistenza dei "corridoi della mente", già conosce quanto sia arduo l'incontro con "l'io che si nasconde dietro l'io" e la "scossa terrorizzante" che esso porta con sè. Già avverte quanto siano pericolosi quei momenti in cui ci si ritira in sè stessi e "il corpo prende a prestito una rivoltella e spranga la porta".
E' così che Sabine giunge dal giovane Jung: chiusa in sè stessa, scossa, urlante e terrorizzata. Ed è attraverso quei corridoi che insieme viaggeranno per uscirne profondamente mutati e proseguire la ricerca.
E' per questo che chiunque abbia percorso i corridoi della mente può trovare parte di sè nella storia che il film narra.
Perchè gli spettri ti possiedano
non c'è bisogno di essere una stanza
Non c'è bisogno di essere una casa
La mente ha corridoi che vanno oltre
lo spazio materiale
Assai più sicuro, un incontro a Mezzanotte,
con un fantasma esterno
piuttosto che con il suo riscontro interiore
quell'ospite più freddo.
Assai più sicuro, attraversare al galoppo un'abbazia
rincorsi dalle pietre
piuttosto che incontrare, disarmati,
in solitudine il proprio io.
L'io che si nasconde dietro l'io
una scossa ben più terrorizzante
di un assassino in agguato
nella propria casa.
Il corpo prende a prestito una rivoltella
spranga la porta
senza accorgersi di uno spettro
più altero o peggio.
Emily Dickinson (1863)
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… quei corridoi della mente, spesso dolorosi a volte piacevoli perché si torna indietro all'Io bambino, ai ricordi dell'infanzia, dove se l'infanzia è stata bella la si ricorda con nostalgia, dove no, riapre ferite mai chiuse…