
Barbanera, Ponce de Leon, la Fonte della Giovinezza. Il nuovo capitolo di "Pirati dei Caraibi" non fa mancare, come sempre, il recupero di personaggi leggendari e miti antichi come il tempo. Tra di essi in questo capitolo spicca quello delle Sirene.
Per avere un'idea di quanto sia antica la figura della Sirena e delle mille implicazioni che la sua figura nasconde basta consultare la voce di Wikipedia: (http://it.wikipedia.org/wiki/Sirena)
Vieni, celebre Odisseo, grande gloria degli Achei,
e ferma la nave, perché di noi due possa udire la voce.
Nessuno è mai passato di qui con la nera nave
senza ascoltare con la nostra bocca il suono di miele,
ma egli va dopo averne goduto e sapendo più cose
Omero, Odissea
La storia più affascinante tra quelle presenti all'interno del film, a mio parere, riguarda un missionario imbarcato sulla nave di Barbanera in cerca di anime da salvare che perde la sua innamorandosi di una Sirena, una delle misteriose "creature che non salirono sull'Arca", raffigurate a volte come donne con corpo di pesce, a volte come uccelli, figlie di una delle muse e di divinità acquatiche, onniscienti, legate al mondo dei morti, dal "canto di miele" al quale solo eroi come Odisseo o cantori divini come Orfeo possono resistere e opporsi.
Un missionario, un uomo di fede doppiamente provato dal confronto con il femminile e con l'ancestrale.
Questa piccola gemma si trova nella trama di un film dove si muovono gli impareggiabili personaggi creati dalla serie, su tutti Jack Sparrow e Capitan Barbossa (i sempre bravi Johnny Depp e Geoffrey Rush), di cui cito due battute emblematiche:
"Angelica: Ero pronta per i voti e tu…che ci facevi in un convento spagnolo??
Jack Sparrow: L'avevo scambiato per un bordello. Ero in buona fede."
"Tenete strette le vostre anime signori. Il resto se lo prenderanno le sirene. Fino all'osso."
Capitan Barbossa

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