Dopo i post su Wolfgang Amadeus Mozart e Napoleone non poteva mancare uno spazio per il Romanticismo. Chi se non il genio di Salisburgo e l'imperatore venuto dalla Corsica, che portarono nei rispettivi campi un'autentico sconvolgimento fatto di "sturm und drang", tempesta e impeto, possono meglio rappresentare la rivoluzione che sconvolse per sempre la vecchia Europa? una rivoluzione la cui più bella definizione resta quella di Novalis e grazie alla quale al consueto e a molti altri aspetti del vivere viene dato "un aspetto misterioso". Una rivoluzione che, come spiegato nel bellissimo libro di Safranski, si conclude ma il cui spirito sopravvive contaminando filosofia, musica, politica e quotidianità.
Così l'interiorità di cui parla Novalis sarà in seguito osservata a fondo dalla psicanalisi. E lo spirito romantico influenzerà riletture politiche, come in Heine e Marx, o dionisiache come in Nietzsche e Wagner, fino agli abissi del nazionalsocialismo e al movimento del '68.
Ancora una volta, come nella musica di Mozart o nell'esperienza di Napoleone, contrasti forti. Dalle più elevate altezze ai crepacci più profondi, dagli altari alla polvere, in un movimento nel quale "il finito ha un'apparenza infinita".
Il romanticismo recupera temi ancestrali, comuni all'esperienza di uomini e donne di ogni tempo.
Così l'"impulso spirituale che sollecita e guida i movimenti fisici" può ritrovarsi nelle parole di Alda Merini, nelle quali gli amanti si avvicinano a Dio come i santi.
E non a caso William Gibson ha dato al suo romanzo, cardine della nuova narrativa fantascientifica cyberpunk, il titolo di "Neuromante" (Neuromancer). Coniando un nuovo termine lungo un percorso che viene da lontano.

Caspar David Friedrich, Winter
"Come più tardi Schopenhauer, Novalis voleva capire la Natura a partire da se stesso, all'inizio sotto l'influenza di Fichte, desumendola dalla struttura della consapevolezza di sè, poi però da forze oscure, ma nello stesso tempo istintive e creative. "Strano che l'interiorità dell'uomo sia stata solo così scarsamente osservata e trattata tanto piattamente…A nessuno è venuto in mente di cercare forze nuove, ancora senza nome".
Queste "forze senza nome" sono chiamate da Novalis, come più tardi da Schopenhauer, volontà. "In fondo ogni uomo vive nella sua volontà", e c'è da notare inoltre e particolarmente "che anch'io ho una volontà…pur senza saperlo". Questa volontà, secondo Novalis, è qualcosa di magico, energico. Non c'è niente di misterioso: è nell'uso operoso degli organi, quando un impulso spirituale sollecita e guida i movimenti fisici, che si palesa la forza "magica" della volontà."
Rudiger Safranski, "Il Romanticismo"
Nel dare al comune un senso elevato,
al consueto un aspetto misterioso,
al noto la dignità dell'ignoto,
al finito un'apparenza infinita,
io li rendo romantici.
Novalis
Quando gli amanti gemono
sono Signori della Terra
e sono vicini a Dio
come i santi più ebbri.
Alda Merini
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O.T. : rispondo qui
Ste, caro, non si torna indietro…
si romperebbero equilibri
un bacio
N.