Nella tragedia si possono ricavare insegnamenti, dalla Natura e dal modo di reagire di un popolo.
Di fronte alle spaventose immagini provenienti dal Giappone non si può non andare con la mente alla "Grande Onda", l'opera più famosa di un grande artista giapponese, Katsushika Hokusai, che fa parte di una serie di stampe create fra il 1826 e il 1833.
Un'opera che esprime in modo potente il rapporto di fascinazione e timore che anche i giapponesi devono provare nei confronti della Natura, Natura che domina il quadro grazie all'incombere dell'onda con la sua cresta ricca di artigli e alla presenza sullo sfondo del monte Fuji, impassibile come una divinità. L'uomo è piccola e fragile comparsa in presenza di queste energie, piccola e fragile come le barche su cui è raccolto nel quadro.
Incessante movimento dell'onda, eterna immobilità del vulcano. Come yin e yiang i due aspetti si compenetrano in cicli eterni che ricordano all'uomo (e alla sua presunzione), come in tutta la filosofia orientale, la sua impermanenza, il continuo trasformarsi di cui è parte.

Non conosco quella cultura ma credo che e' anche da questo approccio che nasce il particolare modo con cui i giapponesi affrontano le calamità e di esso penso fa parte anche l'offrire la propria vita, con uno spirito credo sconosciuto a noi occidentali. Ancora una volta infatti, come per i kamikaze durante la seconda guerra mondiale, c'è chi si offre per salvare il proprio paese e i propri connazionali. Penso ai volontari che si sono offerti per cercare di fermare la possibile esplosione dei reattori della centrale di Fukushima.
<!–
–>
"fedelta’ al senso profondo, ma visibile, del reale"
…proprio nell'ultimo post riporto un articolo sugli effetti dell'approccio alla realtà che contraddistingue i nostri tempi ipertecnologici: sempre più legato all'attualità e anche per questo spesso sempre più superficiale.
Molto interessante il tuo post su Hokusai, grazie
http://parolesenzasuono.wordpress.com/2008/02/27/londa-di-katsushika-hokusai/
fammi sapere,
Sergio
d-sergio@hotmail.it