Sono una donna. E avvengo

8 Marzo con i versi di una grande poetessa araba. 8 Marzo dedicato alle donne arabe che si ribellano, come fecero quelle che hanno contribuito all'Unità d'Italia, e fanno la Storia. Quella Storia che è femmina e che, come negli splendidi e profetici versi di Joumana Haddad, "lascia credere e avviene". E così ancora una volta molte donne, nei paesi sulle sponde del Mediterraneo, si sollevano per spezzare  una gabbia costruita anche per loro da antiche tradizioni e regimi oppressivi. E i dittatori, i tenutari della tradizione, "lasciati credere" sbigottiscono increduli e schiumano rabbia.
Perchè come ha scritto De Gregori "E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia) quando si tratta di scegliere e di andare, te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri e quelli che non sanno nemmeno parlare, ed è per questo che la storia dà i brividi, perchè nessuno la può fermare".
Un miracolo. Che nessuno può fermare perchè, come una donna, "è libera prima e dopo di loro, con loro e senza di loro, libera nella vittoria e nella sconfitta".

 
libia-donna1


Hanno costruito per me una gabbia affinchè la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza di loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

Joumana Haddad, "Sono una donna"

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