Non ho peccato abbastanza

"Rompi una costola a una ragazza e ne ricresceranno dieci", recita un proverbio arabo. Ed è con tale forza, tenacia e passione che le poetesse arabe raccolte in questo libro si esprimono. In esse vibra la tensione di figure e simboli femminili cardini della tradizione della mezzaluna fertile e del mondo arabo: donne come Enheduanna, sacerdotessa sumera che ben 4300 anni fa scrisse le sue composizioni nell'alfabeto cuneiforme infrangendo tutti i clichè dell'epoca presentandosi in prima persona e come donna avvenente e volitiva, e miti come Lilith, vista dalle tradizioni araba e ebraica come la rappresentazione della trasgressione e della sensualità. Buona lettura.

Non ho peccato abbastanza

Hanno costruito per me una gabbia affinchè la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza di loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

Joumana Haddad, "Sono una donna"

 HannoHannH

<!–

–>