Di incendi, fulmini, fuoco e dei

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Maria Callas nella “Medea” di P.P. Pasolini

Come un istinto bruciante attraversa i secoli e unisce l’anima di una poetessa al profondo femminino rappresentato da Medea.

“Io non sono fatta per la vita,
in me tutto è incendio”

Marina Cvetaeva, Il paese dell’anima

Nutrice: “la Colchide è lontana, di tuo marito non ti puoi fidare, del tuo potere non resta più nulla”.

Medea: “Resta Medea: in lei c’è mare e cielo, e ferro e fuoco, i
fulmini e gli dei”.

Dalla “Medea” di Seneca

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