
"Nehru sapeva che i poveri esistevano, li aveva visti affollarsi a migliaia alle sagre religiose, facevano parte del folclore dell'India. :a adesso, nell'essere accompagnato nei loro villaggi, nel vedere questo toccante versante domestico dei poverissimi, rimase indicibilmente commosso.
…divise i pasti con loro, dormì nelle loro capanne. tutto era una novità per lui. Notò un'infinità di particolari. Da quel momento non gli sarà più possibile dare le cose per scontate. Aveva imparato a guardare. La sua sensibilità si amplierà, insieme alla compassione e alla sua crescita politica; fu con quei contadini che si liberò dell'imbarazzo di parlare in pubblico, di fronte perfino a diecimila persone; e più avanti, quando prenderà a scrivere, quella accresciuta sensibilità si noterà. Sarà capace, per esempio, di descrivere con particolari avvincenti le celle in cui fu imprigionato; riuscirà nella ben più difficile impresa di descrivere nella sua incessante trasformazione il Mahatma, arrivando a comprendere alla fine che l'uomo che fu realmente una "grande anima" era anche in una parte del suo cuore un grande contadino".
V.S. Naipaul, "Scrittori di uno scrittore. Modi di vedere e sentire"
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