Tagore utilizza per essa diversi nomi, da "Spirito della fioritura" a "Gioia del verde". E' la misteriosa divinità presente nelle stagioni dei temporali, nei cieli infiniti dell'India, nei venti furiosi e nelle orme dei passi dell'estate.
Elementi del Respiro cosmico del "Mistero che tutto pervade", respiro che noi stessi, come il poeta, possiamo avvertire mentre da viaggiatori attraversiamo il mondo.
Elementi della Natura onnipresente, gratuita e splendida, pronta alla consolazione, all'ispirazione e alla fusione. (dall'introduzione a "R. Tagore. La poesia della Natura" di Brunilde Neroni)
Ad essa dedico questo piccolo accostamento: la Dea nelle parole di Naipaul, un altro scrittore di origine indiana, che racconta le "Metamorfosi (L'asino d'oro)" di Lucio Apuleio e nei miei versi.

"Alla fine Lucio sarà redento dalla dea Iside. La dea prova compassione per lui. Una notte di luna piena, in un momento particolarmente orribile per lui, essa emerge dal mare e gli si mostra in tutto il suo splendore. In seguito gli ricompare in sogno e gli parla. Lo trasforma nuovamente in uomo e lo guida nella triplice iniziazione al suo culto. La dea è sempre radiosa e piena di gioia.; dopo le prove passate. Lucio non sopporta di esserle lontano.
…Iside Regina è tutte le dee del Mediterraneo, nei loro svariati culti. E' Cerere, Artemide, Afrodite, Proserpina la dea del mondo infero; è anche Bellona, la dea delle battaglie. E' insomma la Natura. E' lei che fa della terra un luogo sacro".
V.S. Naipaul, "Scrittori di uno scrittore. Modi di vedere e sentire"
A te mi rivolgo, Dea dal manto stellato.
Offro incenso: sia per chi mi è caro
come bruma che si posa
sui prati al tuo passaggio.
Offro petali: siano per chi mi è vicino
come bagliori della tua Luce
sulle notturne acque dei laghi.
Offro Fuoco: sia per tutti noi
come la tua Luce
nel folto della foresta.
Insegnaci la pazienza
Di seguire le tue maree eterne
Del loro andare e venire
Insegnaci l'Armonia.
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