Avere orecchio

luce sul mare
 

Geremia profeta sente la voce divina in un "chiasso di acque nei cieli". Elia la ode in un bisbiglio dopo averla cercata in un vento di bufera, in un terremoto e nel fuoco. Quella voce si manifestava in molti modi, ma bisognava avere le orecchie da caccia di un profeta. Premessa indispensabile era starsene in silenzio. La voce di Dio irrompe nella vita e nel libro di Giobbe solo dopo che lui si è azzittito. Finchè ha replicato ai suoi interlocutori, Dio è rimasto in silenzio. Ma dopo che all'ultimo di essi, Elihu, Giobbe non replica, allora sorge la voce divina che dilaga per centoventicinque versi. "Silenzio in ogni carne", il grido di Zaccaria (2, 17) è la premessa necessaria ma non sufficiente per tentare ascolto. Il nostro udito moderno si è fatto carezzare dall'alta precisione degli impianti stereo, stordire dalle amplificazioni delle sale da ballo e dai rumori meccanici più assordanti mai percepiti prima da orecchio umano. Il silenzio oggi è solo un disturbo dell'udito. Dio avrebbe grandi difficoltà a procurarsi ascolto, se volesse, ma non vuole. Ha già lasciato la sua voce scritta nel libro che si chiama Bibbia. Lì con un pò di fortuna e una vertigine di silenzio, dentro di sè più che intorno, ognuno può ascoltare il frammento che gli illumini il giorno.

Erri de Luca, "Alzaia"

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