
"Poesia non è un libero dispiegarsi dell'emozione, ma una fuga dall'emozione, non l'espressione della personalità, ma una fuga dalla personalità". Eliot con questa frase delude chi crede l'arte un libero e potente svolgimento di energie creative, un dispiegamento della personalità. Sapeva dell'aspirazione artistica qualcosa di prossimo al contrario, alla demolizione dell'individualità dell'artista. La vocazione irrompe nella vita di una persona spesso non adatta e schiva, come per esempio il profeta Giona/Ionà, e la trascina lontano, mettendole in bocca parole non sue. Chi vuole sviluppare e approfondire la propria individualità scansi la poesia. Il poeta, il profeta, non si esprime, ma si imprime in esseri umani remoti e sconosciuti. E' spinto da un impulso che non coltiva la sua personalità, ma la cancella. Al suo posto s'insedia una voce più antica che lo espone allo sbaraglio, all'incomprensione. Attraverso di lui qualcuno in ascolto può acquistare felicità, salvezza. Il poeta, il profeta può solo obbedire. Questo è il suo azzardo sicuro: assecondare la deriva di una chiamata a escludersi, rinunciare a un magro sè stesso per essere un riassunto di altre volontà."
Erri De Luca, "Alzaia"
"Al suo posto si insedia una voce più antica" e il poeta diviene voce di altre volontà. Penso a Emily Dickinson, i cui versi son tornati a squarciare il mio quotidiano in questi giorni e che dedicò sè stessa a quella chiamata, o ad Anna Achmatova che in "Io sono la vostra voce" si fece voce del popolo di Leningrado-S.Pietroburgo assediata dai nazisti, o ad Osip Mandelshtam che obbendendo a quella vocazione si oppose con i suoi versi alla dittatura staliniana e pagò con il gulag il suo coraggio. Una voce antica che in tempi remoti sconvolgeva gli stessi dei. Come dice Roberto Calasso in "La follia che viene dalle Ninfe" gli stessi Greci "prima ancora di venerare la ragione, si inchinavano davanti alla possessione, fenomeno di "divina follia" che assume varie forme e da cui discendono il pensiero stesso, la poesia, la divinazione. Ma, se si indaga la storia segreta di questa parola – svilita e diffamata dai Moderni -, si scopre che alla sua origine vi è una figura: la Ninfa, provocatrice della possessione primigenia, la possessione erotica, che colpisce non solo gli uomini, ma gli dei".
<!–
–>