Antiche e nuove saghe

beowulf

"A forza di inseguire orsi e lupi, raccontano le saghe, si diventa per qualche tempo "lupi della sera" e orsi mannari. Ma soprattutto, è possibile cacciare orsi, lupi e serpenti solo se si ha una natura in qualche misura lupesca o serpentina: qualità "aggiunte" e inquietanti. Come stupirsi del fatto che i compaesani stessi di Beowulf, "i migliori, gli esperti", che lo conoscono bene, siano tanto impazienti di liberarsi di lui mandandolo a combattere oltremare? C'è un terribile momento, nell'ultima parte del poema, in cui il drago e Beowulf si guardano in faccia, e si spaventano l'uno dell'altro. E nel finale l'eliminazione reciproca e contemporanea del re e del drago, accomunati dalla stessa dismisura, appare dolorosa e necessaria"

Ludovica Koch, dall'introduzione a "Beowulf"

"Solo chi ha attraversato l'oscurità può senza paura squarciare l'apparenza per guardare in faccia il mostro" si dice a proposito del protagonista del libro "Anime Assassine" di Diego Collaveri, un testo di recente uscita, in cui un moderno ispettore di polizia diviene "lupo della sera" per affrontare il suo nemico. A distanza di circa 1400 anni da Beowulf, uno dei più antichi testi europei che si pensa sia stato composto nel 600 d.C. circa, si rinnova l'antica lotta e ancora una volta solo chi ha una natura inquietante e affine alla mostruosa preda può cacciarla e domarla. Dai primordi alla modernità, incuranti del progresso, le assonanze fra nuove e antiche saghe continuano a muoversi e risuonare nel profondo dell'animo umano.

 

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