
Nei rutilanti anni '60 c'erano due creature che si muovevano fra sfilate di moda, set fotografici, party glamour e sulle copertine delle riviste più famose con passo felpato e con un innato carisma che le moderne Carla Bruni o Kate Moss possono solo sognare. Due magnetiche, affascinanti Valchirie. Una era Nico, musa di Andy Warhol e voce dei Velvet Underground. L'altra era lei, Veruschka. Richard Avedon la definì "la donna più bella del mondo", David Hemmings, con lei nella scena cult di Blow up di Antonioni disse "si muove come nessun altro su questa terra".
Con il body painting si trasformerà di volta in volta in zebra, aracnide, rettile, animale preistorico quasi a tentare di mimetizzare un passato ingombrante e difficile da cancellare.
Sì perchè prima di Veruschka è stata Vera, Vera Lehndorff, figlia di "Heinrich Graf von Lehndorff-Steinort, membro della Resistenza tedesca che partecipò al fallito complotto del 20 luglio contro Hitler al Wolfschanze, denominato Operazione Valchiria. Vera non aveva neanche cinque anni quando fu impiccato nella prigione di Plotzensee. Il giorno dopo, la famiglia – Vera, sua madre Gottliebe von Kalnein e le tre sorelle – fu internata in un campo di lavoro della Gestapo. Nessuno, allora, sapeve neppure dove si trovasse Konigsberg, il paese dov'è nata, in quella Prussia che alla fine del conflitto fu spartita tra Russia e Polonia e da allora si chiama Kaliningrad. Agli americani raccontò che era un'espatriata sovietica di nobili origini, s'inventò un nome esotico. Quelli, in piena guerra fredda, abboccarono. Al resto pensarono la sua magnetica bellezza e l'unica cosa su cui non aveva mentito, le origini aristocratiche. Così nacque Veruschka, la più originale, fantasiosa e creativa top model del Novecento."

"Ci sono momenti in cui per un caso fortuito e fortunato diventi una star. Così accadde quando partecipai a Blow up, e prima ancora quando arrivai a New York e m'inventati Veruschka. Mi dicevo: se vuoi andare avanti nel mondo della moda, devi trovare un modo di esprimere qualcosa che li lasci stupefatti, non la solita modella-stampella, una di quelle a cui nessuno chiederebbe mai un'opinione, neanche sull'abito che indossa. In quel periodo non c'erano top model russe o dell'est europeo in circolazione, così nascosi i miei drammi dietro quella donna enigmatica in bilico tra est e ovest. Non fu solo una questione di bellezza, di forme, di misure". (Giuseppe Videtti, da La Repubblica del 25 Aprile 2010)

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