
"E amerai Iod tuo Elohìm in tutto il tuo cuore e in tutto il tuo fiato e in tutte le tue forze.
…Per lebraico antico il cuore è come un re nella battaglia, sta al centro delle decisioni e delle prontezze. La nostra civiltà mette al governo la testa, relegando il cuore a pentola di emozioni. Per noi la testa è adulta, il cuore è infanzia. Dobbiamo risalire al primo tempo, allurto del monoteismo in mezzo al mondo, per ridare peso al cuore e così intendere la richiesta di Salomone. Quando riceve in sogno lofferta di un dono da parte della divinità, risponde senza esitare: un cuore che ascolta (1Re 3,9). Salomone il saggio per eccellenza, il leggendario sapiente versato in tutte le conoscenze, il principe degli intellettuali di ogni tempo, chiede e ottiene un cuore che ascolta. Perchè è quello lorgano dellintelligenza. Lantico ebraico sapeva che la conoscenza si radica nel cuore, non nel remoto cervello, sede di organi di superficie, naso, occhi, orecchie, gusto. Sa che senza uno scatto di cuore, non si fissa esperienza. Solo il cuore conosce la profondità e non si concede pausa, a differenza della testa che ha bisogno di spegnersi nel sonno. Di questo sta parlando la divinità quando chiede di essere amata "in tutto il tuo cuore".
Tratto da "Penultime notizie circa Ieshu/Gesù" di Erri de Luca
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