Il 31 Marzo 1999 usciva nella sale americane “Matrix” che, come per Blade Runner, Minority Report, The Truman Show e molti altri film, deve molto all’opera e alle visioni anticipatrici di Philip K. Dick.
“Parecchi anni dopo, nel 1974, Dick fu a tal punto sconvolto da una serie di esperienze e visioni mistiche da convincersi una volta per tutte che la <matrice spazio-temporale> del mondo è soltanto un’illusione, un ologramma. Dick passò il resto della sua vita a meditare su quel che aveva visto, o creduto di vedere, lasciando un’enorme quantità di appunti nei quali usò espressamente la parola <matrix> e avanzò un’ipotesi che è di fatto la fotocopia del film dei Wachowski: <se si ammette che la nostra realtà consiste in una sorta di quadro proiettato, apparirà evidente che tale proiezione deve essere opera di un Artefatto, una macchina-insegnante simile a un computer che ci guida, ci programma e, in generale, ci controlla mentre agiamo inconsapevoli della sua presenza all’interno del nostro mondo proiettato>”.
Tommaso Pincio, da Repubblica del 4 Aprile 2009