E poi venne la pioggia. Una pioggia di gocce, una pioggia di pensieri liquidi sempre più incessante. Tic toc sul selciato, tic toc sul tetto, tic toc sulle finestre. Tic toc tic toc tic toc. Tic toc sull’armadio, sulla scrivania, sul comodino, sulle coperte. Li sentiva scorrere sulla fronte come gocce di acre sudore cerebrale, scorrere e invadere la bocca. Pensieri in vortice dai piedi risalivano colmando il corpo, attaccando il respiro, spezzandolo. Chiedeva tregua e aria ma il ticchettio insisteva ossessivo. Tic toc tic toc tic toc. Finché non si udì un suono diverso. Clic fece il cervello quasi sommerso, clic fece l’interruttore alla sua destra, clic fece la luce accendendosi. L’acqua ora scorreva sulla finestra fuori dalla stanza e fuori da lui. Quello che prima lo soffocava braccandolo ora lo accompagnava cullandolo. Tracce di sudore sentì sui vestiti, lontani echi della tempesta. Clic fece la luce spegnendosi. Tic toc sul selciato, tic toc sul tetto, tic toc sulle finestre. Tic toc tic toc tic toc. (Joker70)