Da dove tutta questa tenerezza?

Da dove tutta questa tenerezza?
Non è la prima volta che accarezzo
Questi riccioli, e ho conosciuto labbra
Più tenebrose delle tue.

Le stelle sono sorte e tramontate,
— Da dove tutta questa tenerezza?
Due occhi sono sorti e tramontati
Così vicini ai miei.

Io ancora non avevo udito mai
Inni del genere, nella notte buia,
Mentre ero incoronata — o tenerezza! —
Proprio sul petto del cantore.

Da dove tutta questa tenerezza,
E cosa devo farne, malizioso
Adolescente, forestiero aedo,
Delle ciglia — c’è nulla di più lungo?

Marina Cvetaeva, poesia per Osip Mandelstam, 18 febbraio 1916