“Hai cambiato le cose. Per sempre. Non c’è modo di tornare indietro. Ai loro occhi sei solo un mostro. Come me”.
Accade spesso che sia il cattivo a rivelare aspetti del buono. Lo stesso Gesù era costretto a zittire le voci dei demoni che scacciava dai corpi che guariva perché non rivelassero chi era veramente. Così nello splendido ultimo capitolo della saga cinematografica di Batman è Joker (uno straordinario Heath Ledger) a dire e far prendere coscienza al Cavaliere oscuro che non ha modo di tornare indietro dalla strada che ha intrapreso. Contro il ghigno sardonico del cattivo si infrange il sogno di essere un simbolo del bene per Gotham e si rivela la consapevolezza che agli occhi della gente sarà sempre un “freak”, un mostro. L’uomo pipistrello e la maschera ghignante sfidano la morale comune e perciò devono essere “controllati”.
In realtà Batman va e viene da un confine che altri, come Joker, hanno oltrepassato. Bruce Wayne capisce “cosa deve diventare” per combattere uomini come Joker e non “vive abbastanza a lungo da diventare il cattivo”, come capita al coraggioso procuratore Harvey Dent che Joker trasforma in Due facce, adepto dell’unica cosa che trova equa e cioè il caos. Batman ha un suo codice e seguendolo farà la scelta indicata da Alfred e finirà ai margini decidendo di resistere. Per far sì che Gotham abbia il suo eroe dal volto pulito e non intaccare la memoria di Harvey Dent prenderà su di sé i crimini di altri e verrà braccato. Osteggiato, ma necessario. La scelta che solo un guardiano silenzioso, un cavaliere oscuro, può permettersi. (Sullapelledilei)
…la notte si fa più scura poco prima dell’arrivo dell’alba…
Lilith
credo sia proprio l’interpretazione di Heath Ledger ad aver reso questo film un capolavoro…
Lilith
il caso è giusto ed equo.
Io un joker così non lo avevo mai visto, paurosamente vero.
Ammirabile. Peccato per l’attore morto suicida.