La storia di Christopher McCandless mi aveva già colpito attraverso il libro di Krakauer e il film di Sean Penn la trasforma in immagini in modo magistrale. Uno stupendo road movie accompagnato da panorami e colonna sonora (entrambi mozzafiato) di Eddie Vedder. Il regista parteggia per il suo protagonista al punto che lo mostra in difficoltà nella sua ricerca solo al termine, quando Chris scrive di sentirsi solo e spaventato. In precedenza Chris sembra dotato di una tempra da asceta al punto da risultare distante fino quasi all’arroganza. D’altronde pure l’autore del libro confessa nell’introduzione di aver parteggiato per Chris, seppur cercando di mostrarlo il meno possibile. Credo che non potrebbe accadere altrimenti. Christopher è un’estremista, come scrisse lui stesso. Un’estremista nel senso di amante dei luoghi estremi e un’estremista nel suo rigore verso sè stesso e verso gli altri. Non fa sconti a nessuno. Una volta che la sua ribellione è esplosa non c’è spazio per altro che non sia rabbia e ricerca. Per questo o lo si ama o lo si odia. Come ha scritto Krakauer nell’introduzione al libro, c’è chi lo considera un pazzo e chi un esempio. In ogni caso non lascia indifferenti. Ha il coraggio di seguire il suo sentire fino in fondo, nella rabbia e nella liberazione, fino a rendere la sua esistenza un messaggio. Un grido per i genitori e anche per noi. Forse il suo passaggio è avvenuto anche per farci questo dono. La visione del film mi ha fatto capire perchè ho sentito profondamente l’esperienza di Chris. Il suo percorso nasce da vuoti non colmati, enormi come gli spazi che cercherà, e rappresentati nel film nella scena in cui Chris rifiuta decisamente un’auto nuova, regalo di laurea dei genitori, perchè evidentemente è stufo di ricevere “cose” invece di ascolto, affetto e calore. Nasce dal desiderio di avere la possibilità di scoprire il vero sè stesso a lungo costretto a infilarsi negli abiti stretti del dovere imposto: dovere di terminare gli studi, dovere di tacere sulle crepe della famiglia, dovere di dover essere qualcuno diverso da quello che si ha dentro (Chris non vuole carriera e neppure denaro perchè costringe ad “essere prudenti”). Come narra la sorella, sia lei che Chris si sono presto chiusi in famiglia, divenendo grida ripiegate su sè stesse. Come, per motivi non del tutto diversi, è accaduto a me. Finchè la rabbia esplode e travolge in un gorgo chiunque ti stia vicino. La rabbia di Chris è esplosa come ribellione, la mia divenne depressione. Un momento di rottura che segna e cambia per sempre. Quando sei in preda a tali esplosioni ti isoli dal resto, preso dalla lotta interiore ed è difficile spiegare, difficile farsi accettare. Difficile soprattutto veder chiaro per poter fare un passo fondamentale e cioè perdonare, sè stessi e gli altri. Sei davvero distante, innanzitutto da te stesso, ed è una distanza dalla quale temi di non tornare. Inizia una camminata nel deserto che o ti abbatte o ti forgia. Anch’io ho trovato i grandi russi sul mio cammino e Pasternak e il suo Dottor Zivago in particolare. Chris legge Thoreau, London, Tolstoj e Pasternak e come Jurij Zivago cerca di “dare alle cose il loro vero nome”. Ci sono molti punti di contatto tra la vicenda di Chris e quella del protagonista del romanzo di Pasternak. Come Zivago, Chris è un’idealista e si confronta con la Natura, che sente in modo particolare. Non potrebbe essere diversamente, per chi è cresciuto a contatto con l’enormità degli spazi russi e americani. Il confronto di Chris con la Natura rimanda anche al profondo dell’animo degli Stati Uniti, allo spirito della frontiera. E’ un rapporto intenso, ma forse non facilmente comprensibile per un europeo. Mi ha ricordato le parole di un poeta russo, Tjutcev, che scrisse che “la Russia non si intende con il senno, nè la misura col comune metro: la Russia è fatta a modo suo, in essa si può credere soltanto”. A un certo punto infatti la ricerca di Chris diviene un fatto di fede difficilmente comprensibile a chi incontra, ma la sua certezza che nel confronto con la Natura troverà risposte, la sua fiducia attraggono e stimolano cambiamenti nei suoi compagni di viaggio. La Natura, nel romanzo di Pasternak, è rappresentata anche da Lara che per Jurji è “il dono dell’udito e della parola dato agli elementi muti dell’esistenza”. Come scrisse Calvino, è lei la vera protagonista del romanzo. Lara, l’inafferabile Lara, dura e dolcissima eroina. Lara che è e resta la donna dei tre uomini che incontra nel romanzo: Antipov il soldato, Zivago il medico, ma soprattutto il rude Komarovskji. Come scrive Calvino “è da lui, in fondo, che ha appreso la lezione fondamentale, è per aver imparato il ruvido sapore della vita da Komarovskji, dal suo odore di sigaro, dalla sua grossolana sensualità da alcova, dalla sua prepotenza del più forte, che Lara ne sa più di Antipov e di Zivago, i due candidi idealisti della violenza e della non violenza; è per questo che vale più di loro, e più di loro rappresenta la vita, e più di loro ci vien fatto di amarla, d’inseguirla e indovinarla tra i periodi sfuggenti di Pasternak che non ce la svelano mai fino in fondo.”
Anche per Chris, come per Zivago, la risposta resta alla fine inafferabile. La coglie e la scrive sul suo diario (“La felicità è reale solo se è condivisa”), ma non può trasformarla in realtà. Come se avesse osato troppo, la Natura, che ne sa più di lui, non glielo permette. Sicuramente però avrà ammirato come Chris l’ha guardata negli occhi e l’ha sfidata nella sua ricerca. (Joker70)
Assolutamente splendido. L’ho riportato anche io in un post.
Paola
Non so se riuscirò ad andare a vederlo al cinema, ma sono felice di sapere che è quello che pensavo; un film da cercare.
Da consigliare anche, da far vedere a tanti cuccioli con gli occhi ancora chiusi.
Vivere, condividere… già.
Assolutamente splendido. L’ho riportato anche io in un post.
Paola
Non so se riuscirò ad andare a vederlo al cinema, ma sono felice di sapere che è quello che pensavo; un film da cercare.
Da consigliare anche, da far vedere a tanti cuccioli con gli occhi ancora chiusi.
Vivere, condividere… già.
un grande film in tutto e x tutto