Candele e Fuochi

Il tuo profumo oltrepassa la porta, il suono dei tuoi tacchi mi guida e ogni passo procura un brivido mentre mi avvicino. Senti aprire la porta e ti metti di spalle, con le mani appoggiate alla parete, le gambe leggermente aperte. Il tuo respiro aumenta mentre mi avvicino alla sala. C’è penombra e le candele sono accese. Il loro chiarore illumina il tuo vestito nero e i tuoi capelli, creando sensuali riflessi. Mi fermo qualche secondo ad osservarti, ad osservare come brilla e scalda la tua femminilità, poi lentamente mi avvicino.

Il mio respiro sulle tue spalle, mentre le mani ti scorrono, dalle braccia alle caviglie. Dall’alto in basso e dal basso in alto, senza posa, assaggio i tessuti sulla tua pelle. Le autoreggenti, il vestito e le sue pieghe sui fianchi, sui seni, il profilo del tanga che emerge dalla gonna, sottile e potente richiamo. All’improvviso sollevo il vestito sopra il sedere e la luce illumina le natiche separate dal tessuto, la pelle splendida che scende scoperta fino al bordo delle calze. Il tuo respiro aumenta, insieme al mio. Adesso le mani sono sulle natiche, le saggiano, le stringono, le aprono e d’un tratto sono fra le tue cosce, sul tuo sesso. Ti stringo a me e dall’erezione che in verticale si posa nel solco fra le natiche, calda e pulsante, senti che sono nudo. Non ti dò tempo e la mia bocca è sul tuo collo e sulle orecchie. La lingua sfiora, lecca, la bocca morde, succhia. Le mani sui seni stringono e premono. L’intensità cresce e ci avvolge. Mi strofino sulla tua schiena tornando in basso e senti la lingua che si muove lungo il filo del tanga e scende, scende. Istintivamente apri le gambe un po’ di più, accogliendo quel morbido insinuarsi dall’ano al tuo sesso bagnato. Ti pieghi appoggiandoti al divano, la schiena quasi orizzontale, il sesso offerto alla mia bocca e alla mia erezione che sai tesa e turgida. Mi avvicino al tuo fianco e con una mano la afferri, senza voltarti. La stringi e vai su e giù, sentendola tendersi e ascoltando accelerare il mio respiro. Poi passi l’indice sulla punta, lo bagni e lo porti alla bocca per succhiarlo. La tua bocca chiederà di assaggiare il mio membro teso. Una mano scosta il filo del tanga, l’altra accarezza il sesso, muovendosi avanti e indietro, dal ventre all’ano. Il tuo umore inizia a scorrere e senti il mio annusare e odorare fra le tue cosce. Due dita entrano dentro di te e mi senti succhiarle. Altre due penetrano ancora, le bagno abbondantemente e le porto alla tua bocca, perché tu le succhi e senta il tuo profumo. Presto invaderà la stanza, incenso che si mischia alla luce soffusa dei piccoli fuochi che fanno da contorno al nostro.

Ti prepari, togliendo il vestito e puntellandoti con le mani sul divano. Alzi le gambe per aiutarmi a far passare il tanga. Adesso la mia lingua si muove dall’alto, sopra l’ano, fino al tuo sesso. Lo apre e lo scorre, più volte. Dalle labbra girando in tondo scende profonda, fin dentro la vagina bagnata. Gemi, mentre inizio a succhiare il clitoride, senza posa. Adesso due dita ti aprono e penetrano a fondo, mentre le dita dell’altra mano non lasciano il clitoride, turgido e sempre più evidente. I tuoi gemiti riempiono la stanza e fanno tremare la luce delle candele, sconvolte dal ritmo del tuo respiro e del tuo ventre che si agitano sempre più veloci. Ti sento rilassarti e accogliere fino in fondo le dita che ti aprono. Mi aggrappo con le mani ai tuoi fianchi mentre la bocca si appresta a succhiarti e chiamare il tuo piacere. Scorro dentro la vagina, la lingua guizza dentro di te a lungo per poi concentrarsi sul clitoride. Vieni indietro premendo contro la mia bocca e il clitoride è fra le mie labbra. La lingua lo circonda, lo scorre, lo chiama a far esplodere il tuo piacere. Ti sento poggiarti alla parete e gridare, il tuo ventre si contrae e il mio viso e la mia bocca si riempiono del tuo umore caldo e profumato. Ti volti e mi osservi in ginocchio ai tuoi piedi, il viso lucido del tuo piacere. Passi le dita della mano destra sulle mie labbra poi le succhi. Sei selvaggia e indomabile, la tua femminilità arde e mi illumina, pronta ad accendere fuochi di piacere.

Le dita della mano destra sfiorano la punta dell’erezione, poi salgono lungo il ventre e il petto. Mi fai assaggiare il mio umore mischiato al tuo piacere, succhiando dalle tue dita. E dolcemente, porti le dita sotto il mio mento e mi inviti ad alzarmi. Mi baci, cercando la mia lingua e stringendo il viso fra le tue mani. Poi ti siedi e hai l’erezione davanti al viso, mentre io apro le gambe e accarezzo i tuoi capelli. Sfiori la punta con le dita e osservi l’erezione muoversi, il mio ventre contrarsi, il respiro sobbalzare. Il palmo della mano destra sotto i testicoli, li sfiori e poi l’indice risale lungo l’erezione. La afferri e mi porti verso di te. Adesso la tua lingua è sulla punta, la sfiora, la circonda, scorre dalla base della cappella alla punta. Poi all’improvviso la prendi nella tua bocca, fino alla gola. La lingua è sotto l’erezione e ti muovi su e giù lungo di essa. Mi aggrappo ai tuoi capelli e gemo. Il respiro accelera sotto le tue spinte incessanti e vogliose. Ti fermi per guardarmi, la lingua sulla punta. Sorridi poi riprendi, unendo al movimento della testa quello della mano che stringe l’erezione. Gemo e adesso sono i miei respiri a far ondeggiare le candele al ritmo di un piacere che stai chiamando dal profondo. Ancora ti fermi, ad ascoltare il mio respiro ansante e sfiorare il petto e il ventre tesi, in preda alle contrazioni che hai suscitato. Mi scorri con le mani, baci l’erezione, il ventre, il petto, mordi i capezzoli dolcemente e così le mie labbra, prima di baciarle ancora. Le nostre lingue si uniscono e ti stringo a me. Senti le mie mani sul sedere, l’erezione pulsante fra le tue cosce bagnate. Mi volti e mi fai sedere sul divano, le gambe aperte, l’erezione pronta per te. Sali su di me e fai entrare la punta dell’erezione fra le labbra del tuo sesso, poi ti sollevi leggermente. Ancora mi fai entrare per qualche centimetro poi ancora ti sollevi. Mi aggrappo ai tuoi fianchi mentre ancora lo accogli più a fondo poi lo fai uscire. Poi mi guardi negli occhi mentre lo accogli tutto in te, in profondità. Gemo e stringo i tuoi fianchi e sento il tuo piacere nell’osservarmi, nel sentire l’intensità crescere ancora. Vai dalla punta alla base, senza posa, con movimenti lenti fai scorrere l’erezione dentro di te. Gemo e ti sento aggrapparti a me mentre aumenti la velocità. I tuoi fianchi sbattono sui miei, con foga. Poi rallenti e senti crescere in te l’erezione e la sua voglia di esplodere. Riprendi le spinte, sempre più veloci.

I gemiti riempiono la stanza come nostre lingue di fuoco che sovrastano le piccole fiammelle che ci circondano. Bruciamo trasportati da fuoco primordiale e selvaggio in un tempo fuori dal tempo. Ogni parte del corpo è brace che alimenta, ogni movimento è soffio sulle fiamme. I testicoli si contraggono, l’erezione si tende al massimo e la senti agitarsi dentro di te e irrigidirsi un attimo prima che i fiotti caldi ti inondino. Mi aggrappo ai tuoi fianchi e bacio, mordo i tuoi seni, poi gemo a lungo, ad ogni fiotto che esce da me. Sento il tuo respiro, il tuo cuore battere forte nell’estasi e poi acquietarsi, mentre mi stringo al tuo petto. La luce delle candele illumina sorrisi e mani che sfiorano e quietano unendosi a baci che ricoprono la pelle dell’uno e dell’altro, profumata dall’odore lasciato dal fuoco che ci ha attraversato. (Joker70)

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